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    (castelli, torri, campanili a Castello Di Serravalle)

    Contatto: Ufficio Turismo - Biblioteca Comune di Castello di Serravalle - Tel.: 051.671.07.03 e 051.671.07.28
    Via della Rocca 40050 Castello di Serravalle - Loc. Serravalle BO
    Come arrivare: da Bologna: SS 569 - SP 27 - SP 70, Km. 35
    da Modena: SS 623 - SS 569 - SP 70, Km. 35
    Facilmente accessibile da mezzi pubblici e privati, dotato di parcheggi per autovetture e autobus
    Periodo apertura: E' possibile contattare il Parroco per le visite alla Chiesa (051.670.48.37); inoltre possibile contattare il comune per la visita alla torre e al salone del castello tel. 051.671.07.28.
    Gratuità: Gratuito


    E' uno dei suggestivi castelli della vallata del Samoggia che continua a rievocare l'atmosfera incantata di un borgo medievale. Già noto in epoca romano-bizantina col nome di "Verabulum", fu in quel tempo il nerbo delle fortificazioni che difendevano l'Impero. Fu feudo di Matilde di Canossa, quindi, dopo essere stato a lungo conteso con Modena, finì nel XIV sec. sotto il governo bolognese
    E' un borgo medievale, con la torre severa, le case in sasso e tutt'intorno i cipressi, dove si assapora la storia di un importante castello. Rasa al suolo dai Longobardi nell'VIII sec. d.C. per la sua posizione strategico-militare e climatica, fu ricostruita nel Medioevo sulle fondamenta romane. Nell'800 d.C. diede asilo a Carlomagno mentre andava a Roma. Fino al 1109 fu feudo di Matilde di Canossa; quindi sempre conteso fra Modena e Bologna, finì nel XIV sec. definitivamente come giurisdizione sotto il governo bolognese. Come proprietà, sia il castello che la maggior parte del borgo appartenne alla famiglia dei Boccadiferro. In questa epoca aveva raggiunto il massimo dello sviluppo e si presentava magnificamente fortificato con un bel cassero, una possente rocca (o maschio), torri dentro e fuori dalle mura, passaggi sotterranei segreti e un grande fossato. Le sue mura misurano 128 pertiche bolognesi (500 mt. ca.). Per la posizione strategica che aveva, fu conteso da vari stati dell'epoca e sotto le sue mura avvennero furiose battaglie e si avvicendarono nomi famosi come Giovanni l'Acuto e Fortebraccio da Montone.
    Intorno al 1450 subì la sorte dei castelli dell'epoca: furono distrutte le fortificazioni e cimate le torri. Nel XVI sec. assunse l'aspetto attuale: il castello, una dimora gentilizia ed il resto del borgo centro di residenza civile. La residenza signorile è interamente costruita in cotto; sulla facciata e sui lati minori si scorgono il tamponamento di un precedente edificio porticato con tre arcate a tutto sesto. Il pregio maggiore di questo palazzo, di impianto abbastanza semplice, è in un originale uso decorativo dei materiali costruttivi.


  • Informazioni a cura della Redazione dell'Appennino Bolognese
    Ultimo aggiornamento: 13/02/15     (NewsID: 10125)
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