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  • Parco Provinciale di Montovolo

    (parchi, riserve naturali a Grizzana Morandi)

    40030 Vimignano BO
    Come arrivare: Non esistono mezzi pubblici che conducano sino alla cima. Esiste la possibilità di parcheggiare auto ma non quella di parcheggiare pullman. La cima di Montòvolo è parzialmente accessibile ai portatori di handicap poichè il sentiero è sconnesso.


    Il Parco Provinciale di Montòvolo, istituito nel 1972, copre una superficie di 34 ettari ed è caratterizzato da formazioni boschive di roverelle e carpino nero, con lembi di castagneto, ricco di presenze faunistiche ed emergenze storico-testimoniali. Il Parco dispone di una foresteria gestita dal comune di Grizzana Morandi, l'edificio poteva essere in antico osteria o meglio albergo per i pellegrini. Ancora oggi sono visibili i tre caratteristici archi ellittici del portico del XVI XVII sec.
    Il massiccio montuoso, presso l'incombente Monte Vigese (1115 metri), si affaccia a occidente ed a nord sulle confluenti vallate del Limentra di Treppio e del Reno, con una apertissima visuale oltre la vallata del Setta.
    La cima di Montòvolo, alta 962 metri, è costituita da rocce sedimentarie e si raggiunge percorrendo una strada ornata di edicole sacre che culmina su un'ampia distesa. L'area, la cui vocazione sacrale risale forse all'età pagana, ospitò una chiesa donata nel 1054 dal Vescovo Adalfredo ai canonici di San Pietro di Bologna, distrutta nel 1240 dai ghibellini legati a Federico II. Qui si trova l'antichissimo santuario di Santa Maria della Consolazione, e a poca distanza un altro esempio di architettura sacra l'oratorio di Santa Caterina. Il nome di Montòvolo, per la precisione Monte Ovolo, richiama con chiarezza la forma tondeggiante del massiccio. Nel Medioevo fu detto Monte Palense e anche Monte Giove, il richiamo a queste due divinità pagane ha fatto nascere l'ipotesi dell'esistenza su questa cima di un tempio dedicato a Iuppiter Appenninus, una divinità dell'olimpo celtico. Centro santuariale ma anche di fiere e mercati settembrini che richiamavano folle dalle adiacenti vallate.


  • Informazioni a cura della Redazione dell'Appennino Bolognese
    Ultimo aggiornamento: 23/01/15     (NewsID: 5097)
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