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  • Grotte di Labante

    (luoghi di interesse naturalistico a Castel D'Aiano)
    Grotte di Labante

    Contatto: Municipio di Castel D'Aiano 051 914103
    LocalitÓ Labante 40034 Labante BO
    Tel. 051 914103 (Municipio) Fax 051 914818 (Municipio)
    segret.aiano@cosea.bo.it   http://www.comune.casteldaiano.bo.it  
    Come arrivare: Labante si raggiunge da Bologna percorrendo la Strada Statale.64 "Porrettana" fino a Vergato da dove occorre deviare sulla destra ed imboccare la Strada Provinciale 25.


    Si tratta della più grande grotta primaria nei travertini d'Italia e forse una delle più grandi del mondo: la Grotta di Labante.
    Solamente una piccolissima parte del territorio della Provincia di Bologna è sede di fenomeni carsici e gli unici che sono effettivamente noti al grande pubblico, ampiamente studiati e documentati, sono quelli nei gessi messiniani, situati essenzialmente nella prima fascia collinare a corona di Bologna. Eppure a pochi chilometri dal Capoluogo, nel Comune di Castel d'Aiano, vi è un fenomeno carsico che, dal punto di vista strettamente scientifico, deve essere considerato ancora più importante dei "Gessi Bolognesi", non fosse altro per la sua rarità. Si tratta della più grande grotta primaria nei travertini d'Italia e forse una delle più grandi del mondo: la GROTTA DI LABANTE. Queste cavità naturali, infatti sono molto rare , e soprattutto, difficilmente superano i 4-5 metri di lunghezza. Non è solo l'importanza scientifica che rende la Grotta di Labante "unica" nel suo genere, ma anche lo splendido contesto naturale in cui si è sviluppata: una armoniosa cascata naturale. L'interesse paesaggistico e naturalistico di questa grotta non sfuggì infatti ai primi viaggiatori tanto che essa è storicamente la prima cavità naturale del bolognese di cui si conservi memoria scritta. A tutt'oggi, comunque, le descrizioni e gli studi su questo importantissimo fenomeno naturale della nostra Provincia sono assolutamente scarsi e soprattutto limitati quasi esclusivamente alle prime relazioni dei naturalisti del '600 e del '700, di difficilissimo reperimento da parte del grande pubblico. Prof. Paolo Forti Istituto Italiano di Speleologia, Università di Bologna


  • Informazioni a cura della Redazione dell'Appennino Bolognese
    Ultimo aggiornamento: 06/02/15     (NewsID: 5591)
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